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Lost in Laos

Il progetto

Il progetto - Alessandro Zunino

"Lost in Laos" è  un progetto che, pur nascendo come prodotto indipendente, ha le caratteristiche - tecniche e distributive - del cinema "tradizionale" pur mantenendo un approccio produttivo diverso. Coinvolgimento di privati, marketing turistico, onlus, partnership ecc. sono gli strumenti scelti da Badapple communication per il finanziamento del film. Dall’inverno 2011, con la produzione in dirittura d’arrivo saranno attivati un sito e diverse operazioni di web-advertising, gadget, viral ecc. Le fasi di pre-produzione e produzione del film verranno completate nell’autunno 2011 (il progetto è iniziato ufficialmente nell’estate 2010). Entro fine 2011 il processo di post-produzione sarà terminato. Lost in Laos verrà proposto a festival italiani e stranieri (Torino e Cannes) a partire dai primi mesi del 2012 contemporaneamente alla ricerca di un distributore per sale e home video.


 

Attori e linguaggio

Attori e linguaggio - Alessandro Zunino
Interpretato da Daniela Camera, Daniele Pitari e con la partecipazione straordinaria di Monica Guerritore, il film, girato con le innovative (ed estremamente pratiche per il Laos) Canon 5D Mark II equipaggiate con ottiche Zeiss, vedrà l’intrusione di un’occhio “informale”, un piccolo camcorder con il quale Daniela, ossessionata dalla propria tesi sul mockumentary, riprende tutto ossessivamente. Per altre notizie visita la pagina di facebook di Lost in Laos.

Un film "sostenibile"

Un film "sostenibile" - Alessandro Zunino
Difficilmente il cinema può definirsi “invasivo”, ma non sempre rispetta e rispecchia il paese, le persone e i luoghi in cui i film vengono girati. Durante i sopralluoghi per Lost in Laos ci siamo trovati di fronte ad una vera e propria questione morale. Conoscevamo già il Laos e la storia del film è infatti ispirata e dedicata a questo straordinario paese, ai suoi abitanti e al loro modo di “prendere la vita” con delicatezza e filosofia.

 - Alessandro Zunino
Ma, dopo aver visto e conosciuto la gente di KAPOU, il villaggio scelto dove i protagonisti trascorrono parte della loro avventura, ci siamo resi conto che quello che pensavamo fosse giusto fare per questo paese, ora non era più sufficiente. La loro dignità impedisce di chiedere ma noi ci sentiamo in dovere di dare. A Kapou la vera emergenza è la quasi totale assenza di cure mediche, soprattutto per bambini e anziani.

 - Alessandro Zunino
Abbiamo così deciso, con un piccolo aiuto economico, di fornire l’assistenza periodica di un medico e una fornitura di medicinali essenziali. L’obiettivo è che questo, ed altri villaggi in seguito, vengano “adottati” e aiutati a sopravvivere; se questo avverrà, potremmo dire che il nostro film sarà servito a qualcosa, oltre che a raccontare una bella storia.